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venerdì 2 dicembre 2016

Daiichi Sankyo (NAO): Primi dati studio Nemawashi

Congresso SIFO – Gli anticoagulanti orali rappresentano ancora un’opzione terapeutica sottoutilizzata nei pazienti affetti da FA. Primi dati studio Nemawashi
In Italia i nuovi anticoagulanti orali rappresentano ancora un’opzione terapeutica sottoutilizzata nei pazienti affetti da FA, seppure il loro maggior costo sarebbe compensato dal risparmio ottenuto grazie a meno ospedalizzazioni (€534,60 annui per pazienti eleggibili ma non trattati vs €865,3 per pazienti eleggibili e trattati con NAO). I primi dati dello studio osservazionale Nemawashi effettuato con il contributo di Daiichi Sankyo presentati durante il Congresso SIFO 2016

Roma, 3 dicembre 2016 – Nonostante siano clinicamente efficaci, maneggevoli e abbiano un buon profilo di sicurezza, i nuovi anticoagulanti orali (NAO) per il trattamento dei pazienti affetti da fibrillazione atriale, sono ancora un’alternativa terapeutica sottoutilizzata in Italia, eppure una maggior appropriatezza prescrittiva avrebbe già potuto portare a un risparmio consistente per il nostro Sistema Sanitario Nazionale, grazie ad una conseguente diminuzione del numero di ricoveri dovuti a malattie cardio-cerebrovascolari. E’ quanto emerge dai primi dati del progetto Nemawashi, uno studio osservazionale sulla fibrillazione atriale sviluppato e condotto da CliCon S.r.l., su richiesta dell’azienda farmaceutica Daiichi Sankyo e che sarà presentato domani al Congresso della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO) in corso a Milano.
A fronte della loro comprovata efficacia nella prevenzione del rischio trombo-embolico nei pazienti con fibrillazione atriale, la terapia con gli antagonisti della vitamina K (AVK) presenta importanti limitazioni riconducibili alle loro caratteristiche farmacocinetiche e farmacodinamiche che ne rendono difficoltoso l’impiego nella pratica clinica. Nel corso dell’ultimo decennio la ricerca ha portato allo sviluppo di una nuova classe di farmaci anticoagulanti orali, tra i quali gli inibitori del Fattore Xa (rivaroxaban, apixaban ed edoxaban) e gli inibitori diretti della trombina (dabigatran). I criteri di utilizzo dei nuovi anticoagulanti orali sono stati definiti dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e successivamente recepiti dall’ Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), la quale ha vincolato l’erogabilità dei NAO da parte del SSN alla prescrizione di centri ospedalieri autorizzati individuati dalle Regioni, e alla compilazione di un piano terapeutico redatto online solo da specialisti.
Grazie alla collaborazione di un gruppo di 5 Aziende Sanitarie Locali distribuite sul territorio nazionale, lo studio Nemawashi ha iniziato la valutazione della gestione terapeutica dei pazienti affetti da fibrillazione atriale e l’appropriatezza d’uso della terapia anticoagulante per il SSN, misurando il grado di trasferimento delle raccomandazioni terapeutiche all’uso dei NAO in un setting di normale pratica clinica “real-world data”, nonché l’eleggibilità al rimborso in Italia per quei pazienti a cui sono state prescritte le nuove terapie.
Definizione ed outcome dello studio
Nel nostro Paese è stata concessa la rimborsabilità per l’uso dei NAO a partire dal 2013, dunque lo studio osservazionale inizia da un’analisi retrospettiva di coorte effettuata su pazienti di età uguale o maggiore di 18 anni con almeno una prescrizione di NAO o di AVK nel periodo dall’1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2014, valutando i dati inerenti a demografia e fattori di rischio cardioembolico ed emorragico di tutti i pazienti inclusi; sono state analizzate, inoltre, tutte le prescrizioni farmaceutiche e le ospedalizzazioni verificatesi durante il periodo di caratterizzazione.
Il percorso clinico-valutativo relativo all’identificazione dei pazienti con FANV che possono beneficiare del trattamento con NAO comporta attualmente la valutazione del tipo di fibrillazione atriale e della relativa indicazione o controindicazione all’uso dei NAO, il calcolo della clearance della creatinina (mediante formula di Crockroft-Gault), la valutazione del rischio tromboembolico ed emorragico del singolo paziente in base alle scale di rischio (CHA2-DS2-VASc e HAS-BLED risk score), la valutazione e gestione della terapia in caso di passaggio da AVK a NAO ed infine i criteri di scelta del dosaggio. E’ sufficiente che il paziente sia eleggibile o per score CHA2DS2VASc≥ 1 e contemporaneamente HAS-BLED>3 oppure per INR (International Normalized Ratio, Rapporto Internazionale Normalizzato) instabile negli ultimi sei mesi con tempo trascorso in range (TTR) <70%, oppure per difficoltà oggettive nella gestione del monitoraggio della terapia anticoagulante orale classica.
NAO: un’alternativa terapeutica sottoutilizzata
Sulla base dei criteri di inclusione utilizzati, il numero di pazienti di età uguale o maggiore di 18 anni affetti da fibrillazione atriale in trattamento con anticoagulanti orali è risultato pari a 4.362. Di questi, 3.594 (82,4% dei pazienti selezionati) erano in trattamento con AVK (warfarin). L’esposizione al trattamento farmacologico con NAO è stata riscontrata in 768 pazienti (il 17,6% dei pazienti inclusi). I pazienti trattati con NAO mostravano un rischio emorragico più elevato (HAS-BLED >1 nel 39% vs. 29%) rispetto ai pazienti trattati con warfarin. Il 18,4% dei pazienti raccomandati e non trattati con NAO presentava un CHA2DS2-VASc ≥ 1 ed un HAS-BLED >3, mentre il 46.4% un TTR <70%.
Quasi la metà dei pazienti analizzati (47%) è stata identificata come non eleggibile alla prescrizione rimborsabile dei NAO, un terzo (33%) presentava uno dei due criteri considerati, il restante 20 % rispondeva a entrambi i criteri per la rimborsabilità. Incrociando poi queste percentuali con le prescrizioni effettive è emerso uno scostamento tra le raccomandazioni terapeutiche e la pratica clinica, visto che solo al 16,7% dei pazienti raccomandati era stato effettivamente prescritto un NAO, mentre il 40,2% non aveva né indicazione (come da criteri di rimborsabilità) né prescrizione.
Il sottoutilizzo delle nuove terapie anticoagulanti appare evidente dal numero di pazienti potenzialmente eleggibili al rimborso, che però non hanno ricevuto la prescrizione: il 42,2% non è stato avviato al trattamento con NAO (inappropriatezza per difetto, underuse), per contro, rispetto ai pazienti avviati al trattamento con NAO, il 5,3% non presenta la raccomandazione terapeutica all’uso di tali farmaci (inappropriatezza per eccesso, overuse) (Tabella 1).
Una maggiore appropriatezza prescrittiva per il risparmio del SSN
L’analisi inerente al consumo di risorse sanitarie e ai costi sostenuti dal SSN in un periodo di tempo compreso tra l’1 gennaio 2010 ed il 31 dicembre 2013, dimostra che una maggiore appropriatezza prescrittiva, intesa come riduzione del gap tra raccomandazioni terapeutiche e pratica clinica, consentirebbe sin dal primo anno di terapia, una riduzione degli eventi di ictus, embolia sistemica ed infarto del miocardio con un ingente risparmio di risorse a carico del SSN, mentre, in realtà, si registra un incremento della spesa farmaceutica. Nonostante i costi più elevati della terapia NAO rispetto agli AVK, dai dati ottenuti si evince che il costo medio per anno dei pazienti raccomandati e non trattati con NAO [€1.278,3] è sovrapponibile a quello dei pazienti raccomandati e trattati con NAO [€1.267,4]. Infatti, il maggior costo della terapia con NAO [€682.2 vs. €357.6] risulta completamente compensato dal risparmio associato ai minori costi per le ospedalizzazioni per malattia cardio-cerebrovascolare [€534.6 vs €865.3] 
“La conclusione di questa prima fase del progetto ha portato a due risultati interessanti, riguardanti rispettivamente l’appropriatezza prescrittiva e la conseguente spesa sanitaria. I dati dimostrano che nonostante ci sia un trend in netto miglioramento, permane un ritardo della pratica clinica italiana nell’utilizzo di queste nuove terapie, sia rispetto alle raccomandazioni delle linee guida internazionali in materia, sia rispetto alle note di rimborsabilità dell’AIFA – ha spiegato Luca Degli Esposti, Presidente CliCon s.r.l. e coautore dello studio – “Eppure secondo la nostra analisi, il superamento di questo gap prescrittivo porterebbe un beneficio sia in termini di morbilità del paziente che di costi assistenziali, che verrebbero minimizzati nel tempo. Perché se è vero che questi nuovi farmaci, comunque risultati efficaci e sicuri, hanno un prezzo superiore a quello dei farmaci utilizzati in precedenza, è anche dimostrato che producono meno ricoveri per malattia cardio-cerebrovascolare ed eventi trombotici o emorragici nei pazienti a i quali viene raccomandata. Quindi se allarghiamo la prospettiva di valutazione dal costo farmaco al costo complessivo della gestione del paziente, già nel primo anno di terapia, possiamo notare che il maggior costo sostenuto per la terapia verrebbe completamente recuperato e compensato in termini di costi generali”.
Lo studio “real-life” Nemawashi evidenzia, quindi, che all’epoca della rilevazione, c’era un sottoutilizzo del trattamento con i NAO nei pazienti affetti da fibrillazione atriale; probabilmente dovuta al fatto che questi farmaci erano ancora agli albori del loro uso clinico. L’auspicio è che si possa presto ridurre l’inappropriatezza prescrittiva, e quindi una maggiore elezione al trattamento con NAO dei pazienti senza adeguato controllo dell’INR in corso di terapia con anticoagulanti orali classici o con un’alterazione del rischio trombotico o emorragico, perché ciò comporterebbe un miglioramento dello stato di salute del paziente (in termini di diminuzione del numero di ricoveri per cause cardiovascolari) e ad una minimizzazione del consumo di risorse sanitarie secondo la prospettiva del SSN.
La seconda fase del progetto si concentrerà, quindi, sul costante monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva delle terapie anticoagulanti orali, per verificare l’auspicata riduzione del gap tra le raccomandazioni di trattamento della FA e la pratica clinica. Per raggiungere questo obiettivo lo studio amplierà il campione considerando un numero maggiore di ASL italiane; estenderà il periodo di caratterizzazione per evidenziare l’evoluzione dell’appropriatezza prescrittiva, e infine includerà i dati relativi a edoxaban, il nuovo anticoagulante orale sviluppato da Daiichi Sankyo e prescrivibile in Italia in fascia rimborsabile da settembre 2016.

giovedì 1 dicembre 2016

Interacthing: affidati agli esperti del commercio online.

Affidati ad un team specializzato nella creazione, diffusione e gestione dell’e-commerce.

Dal 2010 opera con successo nell'ambito del commercio online, dove detiene una vera e propria specializzazione nella creazione, diffusione e gestione dell'e-commerce: parliamo di interacthing, una solida web agency ubicata nel territorio di Napoli.

web-agency-ecommerce

Nel corso degli anni Interacthing ha sviluppato una piattaforma proprietaria molto più stabile delle tante piattaforme open source presenti in rete, offrendo un servizio di hosting sicuro e garantendo il 99,999% di uptime 365 giorni l’anno. Ciò ha reso possibile l'incremento considerevole del fatturato dei clienti che hanno richiesto i loro servizi (fino al 400% in soli 2 anni!).

Interacthing realizza la piattaforma e-commerce rispettando lo stile del brand e il tono di voce della comunicazione. Un negozio virtuale esclusivo che amplia su scala mondiale la possibilità di vendita e che, attraverso un'interfaccia semplice e intuitiva, offre una nuova esperienza di acquisto, al passo coi tempi.

La piattaforma e-commerce è, inoltre, integrata al magazzino dell’azienda e lavora in totale sinergia con essa: ciò permette di avere una gestione totalmente autonoma del sito e-commerce e di poter tenere sempre sotto controllo ogni aspetto logistico, economico e organizzativo.

Convegno Medicina Legale Prospettive a Confronto Casina di Macchia Madama a Roma

Si è tenuto a Roma il Convegno “La Medicina Legale: Prospettive a Confronto” sotto la presidenza del Prof. Natale Mario Di Luca.
Il Convegno, momento di confronto sui differenti temi, tornati attuali, relativi ai nuovi reati di omicidio stradale, ha goduto della partnership d’eccellenza di Raffaele Gerbi, direttore generale della PROFESSIONAL & PARTNERS GROUP S.R.L.

Grazie alla presenza e al sostegno di Raffaele Gerbi, direttore generale della PROFESSIONAL & PARTNERS GROUP S.R.L., società leader nel settore dell’assistenza legale, che si occupa con grande professionalità dell’assistenza stragiudiziale concernenti i risarcimenti dei danni fisici ingenti, avvenuti in seguito ad incidenti stradali, si è svolto un nuovo importante Convegno il 25 e 26 novembre 2016 nella Casina di Macchia Madama a Roma.
Il titolo del Convegno era “La Medicina Legale: Prospettive a Confronto” e il dibattito è stato presenziato dal Professor Natale Mario di Luca con un’ottima sessione plenaria, relativa a “La valutazione Medico Legale del danno alla persona, tra falsi miti e giudizi valutativi”. E’ stato un successo, grazie anche agli ottimi relatori presenti, tra i quali Simona Zaami, Luigi Papi, Pietro Di Tosto e Gianmarco Cesari.
Le opportunità di confronto hanno riguardato vari aspetti dalla valutazione medico legale dei danni di soggetti, alla responsabilità sanitaria, e molte altre tematiche correlate, come i reati di omicidio stradale, balzati ultimamente in tutte le cronache quotidiane o l’intervento medico legale nei disastri di massa.

Lo sponsorizzazione di Raffaele Gerbi e della PROFESSIONAL & PARTNERS GROUP S.R.L ha garantito inoltre la disposizione di cinque borse di studio in favore del Dipartimento di Medicina Legale dell’Università La Sapienza di Roma.
Fontemedicina live

Stefano Nesti: le tappe dell’affermazione professionale del manager

La carriera di Stefano Nesti prende il via dopo il conseguimento del diploma in Ragioneria e si sviluppa in ambito manageriale: oggi segue l'espansione su scala internazionale di Logispin UK Limited, realtà londinese specializzata nello sviluppo di software per giochi online e sistemi di scommesse.

Profilo professionale di Stefano Nesti, International Development Director di Logispin UK

Oggi affermato professionista nell'ambito del Gaming e del Betting Systems, Stefano Nesti avvia la sua carriera nel settore del Real Estate. Inizialmente in Teorema S.r.l., società specializzata in compravendita immobiliare che ha sede a Montecatini Terme, dove diventa Amministratore Unico nel 1994. Qualche anno dopo passa a SOVIC S.r.l., altra realtà del settore situata a Firenze, all'interno della quale ricopre la stessa posizione. In seguito il percorso professionale del manager prende un'altra direzione: Stefano Nesti comincia a interessarsi di Betting e Gaming online collaborando con diverse imprese attive nel campo. Nel 2010 ottiene la nomina di CEO di Goldbet Sportwetten GmbH, un portale di gioco online con sede in Austria. Quattro anni dopo entra in Logispin UK Limited: la società inglese si occupa dal 2009 di sviluppare sistemi di scommesse e gioco online per aziende terze.

Stefano Nesti: il ruolo del manager in Logispin UK Limited

Stefano Nesti arriva all'interno di Logispin UK Limited nel 2014, dopo aver accumulato diverse esperienze professionali nel settore in cui opera la realtà inglese. Specializzata nella creazione di sistemi di scommesse e gioco online per aziende terze, gli sviluppatori di cui si avvale l'impresa curano il prodotto in ogni aspetto: il design, lo sviluppo, la gestione. Inoltre garantiscono ai clienti assistenza "after sales". Stefano Nesti è International Development Director: ne cura l'espansione a livello internazionale, mettendo a frutto le competenze sviluppate in materia grazie alle sue precedenti esperienze lavorative. Oltre a sistemi di Betting e Gaming online, i professionisti di Logispin UK Limited sviluppano anche prodotti per il Back Office, quali sistemi di pagamento, di Fraud Management, di Console Trading e altri strumenti utili alle imprese per realizzare statistiche di mercato.

Stefano Nesti: il successo professionale del manager di Pistoia

La carriera di Stefano Nesti: dai successi formativi in Toscana ai differenti approdi professionali, i quali hanno condotto il manager ed imprenditore di Pistoia ad assumere importanti cariche, non solo in ambito nazionale ma anche su scala internazionale.

Le tappe del percorso professionale di Stefano Nesti

Classe 1954, Stefano Nesti è originario di Montale, nella provincia di Pistoia. Consegue il diploma di maturità in Ragioneria e dà avvio al proprio percorso professionale concentrandosi e specializzandosi, in un primo momento, sul settore immobiliare, divenendo in tal modo esperto nell'ambito del Real Estate. La sua carriera assume con il tempo connotati differenti, maturando numerose esperienze che lo conducono ad una considerevole crescita professionale: nel 1994 assume la carica di Amministratore Unico di Teorema S.r.l. (Montecatini Terme). Stefano Nesti ottiene il medesimo incarico nel 2002 presso SOVIC S.r.l., decidendo in seguito di esplorare i mercati esteri e approdare, in qualità di azionista di minoranza, in GB Invest Holding AG. La società attiva nell'online betting è detentrice del 100% delle quote del Bookmaker austriaco GoldBet Sportwetten GmbH. Nel 2009 Stefano Nesti rileva la totalità del Gruppo, spostandosi nella sede di Innsbruck dove ha la possibilità di avviare un processo di ampliamento del business in direzione dei mercati internazionali. Attualmente risiede a Londra dove lavora presso Logispin UK Limited, società specializzata nel realizzare sistemi di gioco e di scommesse di elevato livello, quale International Development Director.

Il ruolo ricoperto da Stefano Nesti all'interno di Logispin

La società per cui Stefano Nesti ricopre l'incarico di International Development Director, Logispin UK Limited, ha preso avvio nel 2009 nella città di Londra e opera nel campo del gioco e delle scommesse, realizzando e distribuendo software elaborati, oltre a fornire servizi di consulenza a società terze. Il team di cui la società è composta presenta professionisti dalle comprovate competenze e dalla forte motivazione. Grazie alla lunga esperienza nel gaming combinato tra online e tradizionale, Logispin è specializzata nello sviluppare prodotti per l'industria del gioco, di cui ha una profonda conoscenza, oltre ad una precisa comprensione del mercato e del relativo posizionamento del prodotto in ambito internazionale. In tale contesto si inserisce l'operato di Stefano Nesti, il cui compito principale è quello di dirigere le attività di sviluppo del business su piano internazionale, rendendo i servizi della società londinese accessibili ed appetibili da operatori internazionali, anche basati al di fuori dei confini europei.

Intuizioni imprenditoriali: Nicola Orazzini e la nascita di AreALibera

Professionista del settore finanziario, Nicola Orazzini ha dato vita negli ultimi anni ad AreALibera, applicativo che si configura come una delle prime pratiche in Italia di e-participation, la partecipazione dei cittadini tramite Internet e altri strumenti telematici alle scelte politiche.

Carriera e profilo professionale di Nicola Orazzini

Nicola Orazzini, Amministratore di L.M. Consult S.r.l.Originario di Livorno, Nicola Orazzini vanta due lauree: una in Economia e Commercio e l'altra in Sociologia. Il 1981 è l'anno in cui entra in Credito Italiano: comincia nella sede livornese dell'istituto, dove cresce professionalmente fino ad essere promosso negli anni '90 prima Vice Direttore delle Filiali di Cagliari e Piacenza e in seguito Direttore di quelle di Faenza, Firenze e Prato. Nel 1999 assume la guida della Direzione Commerciale dell'Area Corporate per le regioni Liguria e Sardegna e tra il 2001 e il 2002 diventa Direttore Regionale dell'Area Corporate di Milano. Sono gli anni della fusione dell'istituto con Unicredito: nella neonata Unicredit ottiene la nomina di Vice Direttore Generale. Vi resta fino al 2005 quando passa a Unipol Gruppo Finanziario, diventando Direttore Generale. Nel 2008 è Presidente del Consorzio Stabile Operae e l'anno successivo decide di intraprendere una nuova avventura professionale mettendosi in proprio. L'esperienza imprenditoriale di Nicola Orazzini lo vede creare nel 2009 Orazzini &amp; Associati S.r.l., specializzata in riorganizzazioni aziendali e turnaround, e nel 2013 L.M. Consult S.r.l., realtà del settore consulenziale che fornisce assistenza alle PMI nell'ambito della direzione e della mediazione creditizia.

Nicola Orazzini: la nascita di AreALibera, il primo social civile italiano

Una delle ultime intuizioni imprenditoriali di Nicola Orazzini è AreALibera, un social pensato per mettere in collegamento cittadini e Amministratori Pubblici nell'ottica di incentivare la partecipazione politica. Pratiche di e-participation, come viene definito il coinvolgimento dei cittadini alla vita politica tramite Internet e altre tecnologie telematiche, sono sempre più frequentemente oggetto delle ricerche di numerosi studiosi: alcuni Paesi europei ne hanno già adottate alcune con esito positivo. Tra queste il sistema di petizioni online del parlamento scozzese, il bilancio partecipativo del distretto di Lichtenberg di Berlino e il portale lanciato da British NGO mySociety per far interagire i cittadini con i loro rappresentanti in Parlamento. AreALibera, lanciato in Toscana, nasce proprio dallo studio approfondito di tali tematiche a cui si è dedicato negli ultimi anni Nicola Orazzini: grazie al manager anche l'Italia ora vanta una prima pratica di e-participation.

Ministero della Salute: il profilo professionale della dirigente Marcella Marletta

Attualmente a capo della Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, la Dottoressa Marcella Marletta ha ricoperto svariate posizioni dirigenziali all'interno del Ministero della Salute, collaborando con l'OMS e le principali sedi istituzionali europee.

La formazione di Marcella Marletta e i primi incarichi nel Ministero della Salute

Marcella MarlettaDirigente in servizio da oltre trent'anni al Ministero della Salute, Marcella Marletta si laurea brillantemente nel 1979 in Medicina e Chirurgia presso l'Università "La Sapienza" di Roma con il massimo dei voti e quattro anni dopo si specializza in oftalmologia ottenendo il massimo punteggio e la lode. Lo stesso anno viene abilitata ad esercitare la professione di medico chirurgo, dopo aver superato l'esame di idoneità. Nel 1982 vince un concorso pubblico indetto dal Ministero e prende servizio all'interno della struttura istituzionale occupandosi di problematiche sanitarie di carattere internazionale. Un'esperienza che la porta anche a partecipare ai lavori dell'Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra. Tra il 1984 e il 1994 la Dottoressa Marcella Marletta svolge attività di valutazione delle sperimentazioni cliniche di nuovi farmaci e di farmacovigilanza presso la ex Direzione generale del servizio farmaceutico e in seguito dà il via a un'importante carriera in ambito dirigenziale.

Marcella Marletta: i ruoli dirigenziali ricoperti all'interno del Ministero della Salute fino ad oggi

Nel 1994 la Dottoressa Marcella Marletta partecipa a un concorso pubblico per titoli ed esami, a seguito del quale viene nominata primo dirigente medico nel ruolo del Ministero della Sanità. Diventa quindi vice consigliere ministeriale presso la Direzione generale dell'Igiene pubblica, ruolo che la porta a interessarsi di sicurezza ambientale con particolare attenzione agli stabilimenti termali e alla qualità e disciplina delle acque minerali. Grazie alle competenze sviluppate negli anni precedenti, viene successivamente chiamata a dirigere la Divisione II della ex Direzione Generale degli ospedali del Ministero della Sanità. Tra il 1997 e il 2004 opera all'interno dell'Ufficio Dispositivi Medici del Ministero della Salute in qualità di Direttore, portando avanti anche incarichi di rilievo internazionale nelle sedi istituzionali europee, dove viene delegata alle attività comunitarie del MDEG, del MSOG e del Clinical Trials Expert Group. Nel 2004 la Dottoressa Marcella Marletta viene nominata Direttore dell'Ufficio VII della Direzione generale farmaci e dispositivi medici del Ministero della Salute, incarico che la porta a occuparsi di attività legate alla valutazione e alla vigilanza dei presidi medico chirurgici, biocidi e cosmetici e ad emanare i relativi provvedimenti autorizzativi e restrittivi. Viene inoltre designata membro del CNAC (Consiglio Nazionale Anticontraffazione) in rappresentanza del Ministero. Nel 2011 diventa Direttore Generale della Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, ruolo che ricopre ancora oggi. La sua carriera l'ha portata inoltre a far parte del Consiglio Superiore di Sanità e a diventare Presidente della Commissione per il rilascio delle licenze per la pubblicità sanitaria.