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martedì 6 dicembre 2016

A Roma S.N.A.C. e Federazione Autori uniti per Il Diritto d’Autore


"A che punto è L'Autore...?" è stato il convegno romano  sul Diritto d’Autore che si è svolto qualche giorno fa nella “Sala Alberto Sordi” presso la prestigiosa sede della Biblioteca e Museo teatrale del Burcardo. Si è trattato di una riflessione con giornalisti, colleghi autori e un ristretto pubblico organizzata da S.N.A.C. (SINDACATO NAZIONALE AUTORI E COMPOSITORI) con la collaborazione della Federazione Autori.
Ha coordinato brillantemente l’iniziativa il noto speaker radiofonico Sergio Mancinelli. Nel tardo pomeriggio del primo Dicembre, dunque, importanti e  noti Autori musicali quali  Franco Micalizzi , Amedeo Minghi, Tonino Coggio, Edoardo Vianello, Mario Lavezzi, Massimo Di Cataldo, Luigi Fontana, Massimo Cantini (Presidente dello S.N.A.C.), Bruno Zambrini, , Mariella Nava, Piero Pintucci,  e moltissimi  altri hanno partecipato ad  un confronto appassionato e, si augurano gli organizzatori, anche costruttivo, per cercare di far valere i diritti di un mestiere che rischia di scomparire: quello dell'Autore.
Insieme ad esperti del settore, anche noti al grande pubblico come Ruggero Po e Dario Salvatori, gli intervenuti hanno discusso e commentato l’attuale situazione dei proventi per Diritti d’Autore. Già dall’inizio dell’incontro è emersa la preoccupazione che la “rete”, nelle sue varie forme di uso ed abuso, a parte la pirateria, non remuneri adeguatamente i creatori di   quel materiale musicale che è l’oggetto principale dell’attenzione del pubblico,  che  di quella stessa rete è un  frequentatore abituale.
Lo sfruttamento di 30 milioni di brani da parte di una sola di queste piattaforme fornisce ampiamente l’idea della perdita di valore dei singoli brani; un’offerta spropositata che ripaga gli Autori, in maniera inversamente proporzionale, con pochissimi centesimi.
Anche la diffusione radiofonica della musica da parte dell’emittenza privata, ma purtroppo anche di quella pubblica, è risultata non democratica;  è emerso infatti che viene molto limitata la promozione del panorama musicale generale. Molte radio sono editori ed anche  produttori di musica, e in conflitto di interesse danno soprattutto spazio ai propri artisti, e non al resto delle possibilità presenti nel mercato; l’insieme delle radio, inoltre, non dà il giusto risalto a nuovi talenti fuori da circuiti privilegiati e tende a sottovalutare le produzioni dei cantautori non più considerati di moda.
Tra le proposte emerse dal convegno  figura quella  che investe i Sindacati stessi, supportati possibilmente dalla S.I.A.E., nel dar vita a una varietà di valide e competenti Radio Web - questo discorso dovrebbe riguardare anche la RAI -  che comprendano però  la programmazione di musica varia dedicata a canali tematici quali  colonne sonore, musica strumentale, canzoni di giovani autori ed altro - con approfondimenti culturali a tutto tondo.
Un secondo importante argomento trattato è stata anche la rivendicazione della unicità della S.I.A.E. nell’esigere il Diritto d’Autore, perché creare altre società per mano di privati comporterebbe necessariamente  scopo di lucro da parte di chi le dovesse promuovere, e sarebbe assolutamente contro la tutela degli interessi degli Autori accettare l'avanzata di simili realtà,  considerato che entrando in concorrenza si andrebbe in primis al ribasso dei Diritti e non certo all’aumento. La S.I.A.E. svolge e ha svolto egregiamente questo compito, e  dunque è assolutamente opportuno e conveniente che continui da sola. Orbene,  per il mondo autorale, unito e non diviso,  è il momento di riflettere su quanto dibattuto e proposto per trovare le giuste soluzioni.

Si dichiara soddisfatto il Maestro Franco Micalizzi, promotore e ideatore dell’iniziativa:”E’ intervenuta anche la RAI all’incontro, non potevamo  chiedere di più per iniziare a farci ascoltare; ci auguriamo di non dover intraprendere iniziative clamorose nel prosieguo; ci auguriamo anzi che le buone intenzioni  venute fuori dall’incontro non restino chiacchiere vuote per chi deve invece aiutarci a risolvere  un problema serio ed oggettivo: il mestiere dell’Autore sta scomparendo, e molte persone che non possono contare su uno storico importante, stanno vivendo addirittura il problema della  mera sussistenza”.

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