AbcRoma e AbcFirenze portali di Roma e Firenze con monumenti, musei, hotel, ristoranti, cinema, shopping, meteo, eventi, ...
AbcAlberghi e AbcPrezzi portali per trovare e confrontare le migliori offerte degli alberghi e dei negozi on line.

Benvenuto

Questo è uno spazio dove è possibile pubblicare gratuitamente articoli, comunicati stampa e recensioni.
Cosa significa questo? Aumentare la tua popolarità e quella dei tuoi prodotti a costo zero!
Con l'article marketing i tuoi articoli verranno resi disponibili, gratuitamente, a chiunque voglia ridistribuirli sul proprio sito internet.

giovedì 18 gennaio 2018

LETTERE SUL LEGNO

Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla. Edmund Burke

La legge n. 211 del 20 luglio 2000 ha istituito il Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Espressamente il fine è "ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati." In tutta Italia il 27 gennaio - giorno della liberazione del campo-simbolo di Auschwitz - è il giorno dedicato al ricordo.

Ci sono fatti che la storia e il ricordo delle persone cerca di cancellare, censurare, dimenticare forse per esorcizzarne l’orrore, per nascondere le ferite o semplicemente per evitare di guardare quei fatti dritto negli occhi e doverci fare i conti. E invece, assai spesso – anzi, forse sempre – questi fatti vanno ricordati, tramandati alle nuove generazioni, resi parte integrante della cultura del mondo perché possono insegnare moltissimo con il loro carico di dolore. Perché mai più si ripetano nella storia. Ecco perché di fronte all’immensa tragedia dell’Olocausto del popolo ebraico perpetrato dal regime nazista follemente guidato da Adolf Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale, un uomo non può dimenticare o fare finta di nulla. Portarne il ricordo significa ricordare a quali abissi l’uomo può arrivare. Ma anche come ne può incredibilmente rinascere.

Non a caso nella formula istitutiva della Giornata della Memoria scelta dal nostro Parlamento, viene richiamata in modo particolare l’importanza di ricordare questa pagina nera della storia in ambito educativo e scolastico “in ogni ordine e grado”. Ricordare infatti è doloroso, ma è indispensabile per costruire il futuro. Ed è altrettanto indispensabile che i giovani sappiano quanto è accaduto, tocchino con mano di cosa è capace l’uomo, se ne rendano conto e, forti di tali esperienze, crescano con la voglia di essere migliori di quanto non siano stati i loro padri. Per questo la Shoah non può essere un fatto “del popolo ebraico”, ma è in un certo senso patrimonio di tutti. Perché il mondo dimentica in fretta. E fatica ad imparare dai propri errori, come altri grandi e assurdi genocidi, prima e dopo la Guerra, ci hanno tristemente testimoniato. Per questo non bisogna dimenticare. E fissare negli occhi quei volti perduti nelle tenebre dell’odio e nella cecità delle ideologie che ci insegnano più di qualunque lezione sulla storia.

LO SPETTACOLO
Lettere su legno è uno spettacolo scarno che delega alla corrispondenza epistolare e alla storia la responsabilità di creare una coscienza. Quando si parla di Shoah tutto si trasforma in retorica, perché è talmente palese l’orrore che è stato compiuto che il nostro compito è quello di essere un semplice strumento attraverso il quale tramandare la memoria.

Alla luce di questa riflessione ci siamo chiesti quale fosse il sentimento artefice del nostro benessere e del nostro malessere interiore. Quale sentimento può seguire una propria evoluzione estraniandosi dagli avvenimenti esterni che si succedono? La risposta che ci siamo dati è stata: semplicemente l’amore. L’amore in tutte le sue coniugazioni.
L'amore è ciò che spinge gli esseri umani a farsi domande sulle assenze.
In questo spettacolo la microstoria di due giovani amanti, una storia comune e banale, viene guidata dalla macrostoria del loro paese.
Siamo di fronte ad una scena contemporanea che predilige strumenti di indagine che parlano di rottura, di lacerazione, di devastazione emotiva, ma la violenza della Shoah, dal nostro punto di vista, poteva essere raccontata solamente con dolcezza e verità.

La vita di Guido e Sara nella Firenze di fine anni '30 che si protrae fino al dopo guerra, è la cronaca di due persone, ebree, che attraverso un racconto epistolare s'incamminano verso il secondo conflitto mondiale e tutto ciò che ne consegue.
Per fare questo è stato scelto l'utilizzo dei media in scena.
Ispirandoci a format televisivi, come La storia siamo noi di Giovanni Minoli, abbiamo improntato lo spettacolo come una docu-fiction.
Grazie all’ausilio delle nuove tecnologie il linguaggio sviluppato è diretto e si rivolge ad ogni tipologia di pubblico.
Fin dall’inizio, il nostro obiettivo è stato il pubblico più giovane, che mai come ora ha necessità di sapere e di conoscere.
Un linguaggio affascinante che unisce: il disegno, i video originali di archivi cinematografici e il gioco delle ombre.
In scena due leggii, non come supporto, ma come apporto alla scena. I leggii mostrano i momenti intimi dei protagonisti, perché intima è da sempre la scrittura di una lettera.
Non c'è crudeltà né visiva né emotiva, c’è solo un percorso che obbliga alla riflessione.
Officine T.O.K. crede che Lettere su legno possa arrivare ai cuori, dentro alle persone senza artificio, ma solo con la forza della verità.
Non c'è distruzione, ma una voglia di far rivivere il buio di quella parte di storia in modo da rafforzare la coscienza.

La drammaturgia è supportata da una minuziosa ricerca storica, che comprende: lo studio del tipo di scrittura delle lettere, la musica del periodo fino alla scelta dei contributi video.
I video che supportano lo spettacolo sono stati selezionati dopo un’attenta visione di tutti i materiali presenti. Abbiamo omesso volutamente le scene più violente, volgendo la nostra attenzione a primi piani e a scene di massa. I primi piani, guardando verso la platea, è come se domandassero spiegazioni, obbligando così lo spettatore a porsi delle domande, mentre le scene di massa ci restituiscono la complessità dell’olocausto.
Le lettere che dal foglio bianco passeranno al legno delle baracche nei campi di concentramento, sono le lettere su legno da cui nasce il titolo.
La voce narrante scandisce il tempo che inesorabilmente tutto travolge mentre gli attori in scena questo tempo lo subiscono con le loro emozioni e il loro corpo. Il tutto, condensato in un'ora circa di
visione, vuole far emergere un messaggio: il prezzo pagato è troppo alto per permetterci di dimenticare.

In scena: Matteo Taranto ed Elisabette Dini e all’impianto multimediale: Ines Cattabriga.


CURRICULA ARTISTI:


MATTEO TARANTO: nel 2000 si diploma presso il Teatro Stabile di Genova e nel 2006 conduce un seminario presso l'associazione Arteatro sul Metodo Stanislavskij di Lee Strasberg.
L'anno del diploma segna anche il debutto in teatro nello spettacolo Don Giovanni diretto da Marco Sciaccaluga e prodotto dal Teatro Stabile di Genova. Partecipa anche ad altri due spettacoli: il Ii Tartufo, con la regia di Benno Besson, e I Reverendi di Slawomir Mrozek con la regia di Jerzy Stuhr.
Nel 2002 debutta nel cinema nel ruolo di Colas nel film Paz! diretto da Renato De Maria.
Fra il 2002 e 2005 è impegnato in diversi lavori televisivi, tra i quali Il bello delle donne in onda su Canale 5, per la regia di Maurizio Ponzi.
Nel 2004 veste i panni del brigadiere Moretti in Amanti e segreti su Rai 1, regia di Gianni Lepre, ed è nel cast del film tv Doppio agguato diretto da Renato De Maria.
Nel 2005 e 2006 è protagonista di due episodi nelle rispettive serie televisive Distretto di Polizia 5 e R.I.S. Roma - Delitti imperfetti.
Nel 2007 a teatro è protagonista della Phaedra di Senecanelle vesti di Ippolito, regia di Giovanni Anfuso con Paola Pitagora, ma è anche impegnato nella sua prima regia e sceneggiatura teatrale dello spettacolo In viaggio con Enrico. Infine, nello stesso anno, partecipa alla sit-com Colpi di sole in onda su Rai 3.
Nel 2009 torna sul grande schermo con Mine vaganti diretto da Ferzan Özpetek, in cui Matteo ha il ruolo di Domenico. In televisione invece entra nel cast di Giochi sporchi diretto da David Emmer in onda su Rai 4.
Dal 2007 al 2012 inizia una intensa collaborazione teatrale con Alessandro Gassmann che lo vede partecipare a due opere teatrali: La parola ai giurati e Roman e il suo cucciolo.
Collabora attivamente con Amnesty International, Iran Human Rights ed è testimonial ufficiale di un gruppo di giovani paratleti alle Special Olympics.

ELISABETTA DINI: Nel 2013 si laurea al DAMS di Firenze e nel 2014 consegue la qualifica di attrice presso la scuola di formazione teatrale La Stanza dell’Attore di Firenze, diretta da Giovanni Micoli.
Nel 2015 si specializza come attrice cinematografica presso la scuola Immagina di Firenze diretta da Giuseppe Ferlito.
Nel 2013 debutta come protagonista nello spettacolo Le Beatrici per la regia di Carlo Petacchi.
Nel 2014 copre un ruolo secondario nello spettacolo Teatris per la regia di Giovanni Micoli e sempre nello stesso anno è la protagonista de La stanza del Signor G per la regia di Giovanni Micoli.
Nel 2015 realizza insieme a Jury Padeletti lo spettacolo Sull’amore e su altri disastri, spettacolo teatrale di monologhi e musica liberamente tratto “...da qualche libro, da qualche film e da qualche cuore”. In scena l'amore o quel che ne resta nelle sue forme più disparate intramezzato da musiche con testi ricercati minuziosamente.
Sempre nel 2015 la TaddeoFilm produce il cortometraggio Come gli Ombrelli, di cui ne scrive la sceneggiatura e ne cura la regia.
Nel 2016 è la protagonista de I giardini di Mauthausen, spettacolo liberamente tratto da L'amore Semplicemente di Alessandro Golinelli prodotto dalla compagnia Scarti.
Partecipa in qualità di comparsa ne La pazza gioia di Paolo Virzì.
Nel 2014 è la voce narrante del Videoclip Gabriel Garcia Marquez ideato da Silvio Lorentino, voce narrante degli audio book di Fabio Volo e del documentario Aulla in a day, prodotto dalla TaddeoFilm. Un documentario sull’alluvione che ha colpito la lunigiana e la liguria.
Molto forte la formazione drammaturgica, è autrice di diversi testi teatrali.


INES CATTABRIGA: Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Carrara in scenografia con l’indirizzo Arti Multimediali. Nel 2004 ottiene la qualifica come Regista Multimediale dalla Regione Toscana.
Dal 2004 inizia un’assidua collaborazione con Giallo Mare Minimal Teatro di Empoli, compagnia di produzione sperimentale nell’ambito degli spettacoli dal vivo, con cui realizza: C’era due volte/ regia: Renzo Bondrini (2004) - Buff’opera Cenerentola/ regia: Renzo Boldrini (2005) – L’ombra della torre/ regia: Renzo Bondrini (2006) - Per un Attimo/ regia: Vania Pucci e Lucio Diana (2006) - Circo Gulliver/ regia: Gianfranco Pedullà, Renzo Boldrini (2010) - Lezioni di Geografia/ regia: Vania Pucci e M. Teresa Delogu (2010) - Scena Scienza/ regia: Vania Pucci e M. Teresa Delogu (2010) - Verde Vetro/ regia: Vania Pucci (2010) - Mi fa un baffo/ regia: Renzo Boldrini (2011) - W Garibaldi/ regia: Giovanni Guerrieri, Renzo Boldrini (2011) - Come eravamo/ regia: Vania Pucci e M. Teresa Delogu (2011) – Appunti per un’Odissea Pop/ regia Dario Marconcini, Renzo Boldrini, Giovanni Guerrieri (2012) - Perchè Piangi?/ regia: Vania Pucci e Lucio Diana (2013) - Adesso sono nel vento/ regia: Vania Pucci e M. Teresa Delogu (2013) - I tre Porcellini/ regia: Michelangelo Campanale e Renzo Boldrini (2014) - Buongiorno Buonanotte/ regia: Vania Pucci e Lucio Diana (2014) - Tornando a casa/ regia: Vania Pucci e M. Teresa Delogu (2015) - La fiaba della principessa Turandot/ regia: Renzo Boldrini (2016). Oltre agli spettacoli di giro cura le produzioni multimediali della compagnia a livello locale. Attualmente conta più di 1000 repliche su territorio nazionale.
Nel corso degli anni i suoi interventi multimediali sono stati presentati presso il Museo Leonardiano di Vinci, la Biblioteca Nazionale di Firenze e Villa Pacchiani di Santa Croce sull’Arno, centri di interesse artistico in toscana. Nel 2010 inizia a collaborare con altre realtà del territorio nazionale, sempre in veste di regista multimediale, tra cui: Teatro Popolare d’Arte di Lastra a Signa, Fontemaggiore di Perugia e La luna nel Letto di Ruvo di Puglia. Nel 2012 con il progetto Se fossi Fabrizio con Enrico Maria Papes (I Giganti) vince il premio Le Ragazze di Benin City, spettacolo di denuncia sulle condizioni delle carceri italiane. Quella del carcere è un’esperienza iniziata nel 2010 e che attualmente continua, portando all’interno delle case circondariali il linguaggio video, realizzando con i detenuti, cortometraggi e videoclip. Nel corso di questi anni ha approfondito le sue conoscenze sulle nuove tecnologie seguendo vari workshop. Accanto alla produzione teatrale associa la produzione grafica, la produzione video e la realizzazione di laboratori itineranti. 

Roberta Nardi.

Nessun commento:

Posta un commento