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giovedì 16 maggio 2019

GP di Monte Carlo: un posto in prima fila tra glamour e velocità


E’ nato nel 1929 e da allora non ha mai smesso di emozionare, diventando un’icona di glamour e mondanità in tutto il mondo: è il Circuito di Monte Carlo, sede del Gran Premio di Monaco, una delle gare di F1® più attese dell’anno, in programma domenica 26 maggio.

A Monte Carlo con i Pacchetti F1 Experiences® di KKM Group

Il percorso tra le vie del Principato, in poco più di 3.300 metri di lunghezza inanella 19 curve ed è impresso indelebilmente nella memoria collettiva di tutti gli appassionati e non. Impone ai piloti un’accuratezza e una precisione millimetrica, tanto che il grande Nelson Piquet in una delle sue citazioni più celebri lo aveva paragonato ad un giro “in bicicletta dentro casa”. Forse è proprio questo il segreto dell’adrenalina che riesce ancora a regalare ai suoi milioni di spettatori, nonostante le strette curve impongano velocità decisamente inferiori rispetto alla media delle altre gare. 

C’è spazio anche per gli amanti del lusso e della bella vita: impossibile ad esempio non soffermarsi sugli yacht ormeggiati nel Port Hercule, sugli abiti di lusso e sulle fuoriserie parcheggiate come utilitarie ai bordi delle strade. Tra una curva e l’altra, inoltre, il weekend del GP si anima di feste, eventi collaterali e appuntamenti esclusivi frequentati dai VIP e dal jet set internazionale

Un fascino senza tempo che da oggi diventa accessibile approfittando delle proposte di viaggio sviluppate da KKM Group, tour operator con sede a Milano rivenditore in esclusiva per l’Italia dei pacchetti F1 Experiences® abbinati a tutte le gare del Campionato Mondiale. Pacchetti speciali, che offrono, da un lato, la velocità e il rombo dei motori durante le qualifiche e la gara, dall’altro, l’opportunità di curiosare dietro le quinte dell’evento e incontrare i suoi protagonisti. 

Il pacchetto base per il GP di Monaco parte da 2.167,50 euro a persona e comprende il volo dall’Italia, il noleggio auto per muoversi liberamente in loco e 4 notti in hotel 4 stelle, da giovedì 23 maggio a lunedì 27. Inclusi nella quota anche i posti a sedere in Tribuna K (Superiore), quella affacciata sulla curva a sinistra del Bureau de Tabac, per assistere alle qualifiche e alla gara. Per cogliere l’essenza dell’evento e vivere un’esperienza unica, da veri protagonisti, l’offerta comprende anche l’accesso ad uno yacht ormeggiato di fronte al tracciato per una vista d’insieme del circuito, un incontro con Lando Norris, pilota McLaren, e un party riservato il sabato sera

Chi lo desidera può optare anche per le soluzioni “Experience – Champions Club” che offrono la straordinaria opportunità di accedere alle tribune VIP e alle postazioni più esclusive: il Paddock, fulcro dell’azione, il mitico affaccio dell’Ermanno Suite Penthouse, dal quale si gode una delle migliori viste di insieme del circuito, e il Ristorante La Marée, direttamente sul tracciato. Questi pacchetti comprendono anche la possibilità di incontrare le grandi leggende della F1®, a cominciare da Jean Alesi, a disposizione degli ospiti per rispondere alle loro domande, raccontare aneddoti e svelare (qualche) segreto del settore.  

Le parole di Andrea Cani, Presidente KKM Group

Andrea Cani, presidente di KKM Group dichiara: “Vogliamo davvero dare un servizio completo alla clientela che oltre all’adrenalina cerca il lusso. L’offerta, unica nel suo genere per il settore dei viaggi, comprende un mix di soluzioni “hospitality” ed “entertainment” con disponibilità di posti preferenziali rispetto ai canali di vendita tradizionali, differenziate in funzione del budget di spesa. Si tratta di un’ottima opportunità sia per gli appassionati di F1® che per le aziende, le agenzie di viaggi e gli operatori turistici in cerca di proposte innovative per sorprendere partner e clienti”. 

Nel corso del GP di Monaco, KKM Group sarà presente con il proprio personale in loco, per garantire la massima assistenza ai suoi ospiti.

"Clima: il tempo cambia. È tempo di cambiare": il discorso di Maria Elisabetta Alberti Casellati

L’importanza della prevenzione e di incentivare politiche a sostegno dell’ambiente e del territorio: Maria Elisabetta Alberti Casellati al convegno promosso dal Senato "Clima: il tempo cambia. È tempo di cambiare".

Maria Elisabetta Alberti Casellati ha aperto i lavori del convegno "Clima: il tempo cambia. È tempo di cambiare", organizzato a Palazzo Madama lo scorso 18 aprile: nel suo discorso, il Presidente del Senato ha auspicato l'impegno di tutti nell'affrontare la sfida contro il climate change, sottolineando il valore della prevenzione.
Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato

Maria Elisabetta Alberti Casellati: i giovani determinanti nella sfida contro il cambiamento climatico

"L'Italia è un Paese bellissimo, il Paese che amiamo, ma è anche terribilmente fragile. Dobbiamo necessariamente voltare pagina, uscire dall'emergenza continua e tornare ad investire in prevenzione, recupero, manutenzioni, ristrutturazioni, riuso": lo ha ricordato il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, aprendo i lavori del convegno sui cambiamenti climatici ospitato a Palazzo Madama lo scorso 18 aprile. "Un momento di vera riflessione e di autentico approfondimento" lo ha definito il Presidente ringraziando tutti i relatori e in particolare la giovane attivista svedese Greta Thunberg, "che ha percorso migliaia di chilometri per essere oggi qui con noi". "Senza di te, senza il tuo coraggio, senza il tuo esempio, la strada per portare i temi ambientali al centro del dibattito politico internazionale sarebbe stata più difficile, più tortuosa" ha detto Maria Elisabetta Alberti Casellati, sottolineando come per affrontare la sfida globale in atto "i giovani, i tanti giovani che in tutto il mondo sono scesi in piazza per difendere il pianeta, il loro futuro, il futuro di tutti noi, costituiscano una grande speranza e una bellissima realtà".

Maria Elisabetta Alberti Casellati: ognuno deve fare la sua parte nel fronteggiare il climate change

"Pur in una logica mondiale, ogni Stato è chiamato a fare la sua parte" ha detto il Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati nel suo intervento al convegno sul climate change: "Sia nei contesti internazionali - penso agli obiettivi dell'Agenda 2030 - sia nell'attivazione di politiche domestiche che ne favoriscano il conseguimento". In merito, il Presidente del Senato ha ricordato il proprio impegno nel sensibilizzare il Parlamento sul fenomeno del dissesto idrogeologico in Italia, ricordando una "personale proposta - già più volte sollecitata - di istituire una commissione bicamerale d'inchiesta sul dissesto idrogeologico, per mappare le aree del Paese a rischio e mettere a punto una normativa in grado di supportare la rinascita dei territori colpiti da disastri e calamità naturali". Nell'elencare poi "alcune buone prassi" messe già in campo dal Senato (adesione al progetto "plastic free", utilizzo di auto elettriche, installazione di lampade a basso consumo e digitalizzazione dei servizi legislativi), Maria Elisabetta Alberti Casellati ha annunciato due ulteriori iniziative: "biciclette elettriche a disposizione dei senatori e degli uffici di Palazzo Madama" e la nascita di "un premio riservato alle scuole superiori che realizzeranno i migliori progetti legati all'ambiente e alla salvaguardia del territorio".

mercoledì 15 maggio 2019

La visione imprenditoriale di Alessandro Benetton, fondatore di 21 Invest

Imprenditore di successo, con alle spalle un percorso di formazione ad Harvard, Alessandro Benetton è anche un grande amante dello sport e un istruttore federale di sci: dalla disciplina degli atleti ha tratto una lezione di vita, che usa anche per essere vincente nell'attività professionale.
Alessandro Benetton

Alessandro Benetton, un esempio di imprenditorialità di successo

La Junior Enterprise Torino Politecnico, associazione no-profit e apolitica gestita da studenti, ha dedicato un articolo alla figura imprenditoriale di Alessandro Benetton, professionista di successo e grande amante dello sport. Originario di Treviso, appena maggiorenne si trasferisce negli Stati Uniti per conseguire nel 1987 la laurea in Business Administration presso l'Università di Boston. Lavora due anni in Goldman Sachs International a Londra per poi iscriversi ad Harvard. Nel 1991 consegue il Master in Business Administration. Nel frattempo, dal 1988 al 1998, è alla guida di Benetton Formula: la scuderia conquista due titoli mondiali piloti e gran parte delle sue vittorie nel Gran Premio. Alessandro Benetton torna in Italia, fortemente influenzato dagli insegnamenti e dall'innovativo punto di vista americano. Nel 1992 dà vita alla prima realtà di private equity del Paese, 21 Investimenti, ora 21 Invest, un'esperienza di successo che continua tutt'oggi. Grande appassionato di sport, è istruttore federale di sci. Dallo sport dice di aver imparato cinque lezioni fondamentali, che usa anche per la sua impresa: disciplina, concentrazione, perseveranza, umiltà e divertimento. "Il miglior contributo che posso dare al mio Paese è fare quello che so fare e con la qualità a cui sono abituato. Ognuno dà il meglio dove ha le sue passioni".

Alessandro Benetton: la mission di 21 Invest

"Abbiamo puntato sulla crescita occupazionale, sulla formazione e sulla ricerca e sviluppo": così si esprime Alessandro Benetton parlando di 21 Invest (ex 21 Investimenti), la società di private equity da lui fondata. L'attività si basa sulla ricerca di piccole e medie imprese con un ampio potenziale di crescita sulle quali investire: la mission è generare valore nell'impresa acquisita attraverso l'acquisto di azioni esistenti o attraverso la sottoscrizione di azioni di nuova emissione. Fondamentale è il data analysis, che consente di raccogliere informazioni ed elaborare una strategia d'azione vincente. Il risultato di questa attività negli anni si è dimostrato positivo: 21 Invest vanta oggi un totale di 10 fondi raccolti in tutta Europa, per 1,6 miliardi di euro investiti in 96 aziende, tra cui alcuni case study particolarmente emblematici. La chiave è fare del cambiamento un'opportunità di crescita, sempre con un'ottica di riguardo verso l'innovazione e la sostenibilità. Dopo 25 anni nel settore, la società fondata da Alessandro Benetton può contare su un fatturato aggregato di un miliardo e mezzo e circa 8.000 dipendenti, con un rendimento del 20% sugli investimenti compiuti.

martedì 14 maggio 2019

Qual è la situazione dei diritti umani nel campo della salute mentale?


Una società democratica si riconosce dai diritti che garantisce alle minoranze, ai più deboli, e a chi non ha voce.

E’arrivata a Roma “Psichiatria e Diritti Umani: Storia di Errori ed Orrori psichiatrici”, mostra multimediale patrocinata dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus. Inaugurata ufficialmente lunedì 18 maggio, la mostra sarà a Palazzo Velli, Piazza di S. Egidio 10, dall’11 al 22 maggio, con ingresso gratuito, dalle ore 10 alle 22.30.

Con una serie di documentari e pannelli informativi la mostra  “Psichiatria e Diritti Umani: Storia di Errori ed Orrori psichiatrici” documenta le origini ideologiche della psichiatria a partire dagli esperimenti di Willhelm Wundt. Dichiarando che tutto è di origine materiale, anche il pensiero e la mente, Wundt diede il via ad una “scienza senz’anima” che fornì un’ottima giustificazione alle teorie eugenetiche ispiratrici del nazismo, alle dittature di inizio secolo e alle forze militari che portarono milioni di vittime in due guerre mondiali: una incredibile ondata di morti, violenza e violazioni dei diritti umani in meno di 50 anni dall’inizio del 1900, la più grave di tutta la storia.

Ma qual è la situazione al giorno d’oggi? La mostra “Psichiatria e Diritti Umani: Storia di Errori ed Orrori psichiatrici” descrive anche gli abusi ai diritti umani nel campo della salute mentale che si verificano ai nostri giorni.

Erroneamente si crede che il periodo buio della psichiatria, un inferno con manicomi, contenzioni, elettroshock e lobotomie, appartenga ormai al passato, ma la mostra documenta un’altra e ben più vera realtà: la psichiatria dal volto umano rappresenta solo un’apparenza, dietro la quale si nascondono gli stessi orrori, sebbene mascherati da opportune campagne mediatiche. L’elettroshock è stato ribattezzato TEC (Terapia Elettroconvulsivante): l’unica differenza è che viene fatto sotto anestesia, ma gli effetti negativi sono gli stessi. La contenzione sta assumendo nuove forme: l’immobilizzazione fisica viene ancora usata (basti pensare a Francesco Mastrogiovanni, morto a Vallo della Lucania nel 2009 dopo tremenda agonia, legato al letto di contenzione per oltre 90 ore) ma è sempre più integrata dalle cosiddette camicie di forza chimiche - pillole a lento rilascio che molte persone sono costrette ad assumere sotto minaccia di TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Il passaggio dalla contenzione fisica a quella chimica, oltre a fornire la foglia di fico dietro alla quale si nascondono le stesse pratiche di sempre, è stato probabilmente favorito anche dal marketing multimiliardario della lobby psicofarmaceutica.

Questi temi saranno esposti in particolare nel convegno di Mercoledì 15 maggio, che si svolgerà all’interno della mostra con inizio alle ore 14.30: “Elettroshock e altri trattamenti e pratiche inumane e degradanti della psichiatria”.

Un secondo convegno si terrà lunedì 20 maggio alle 17: “Bambini allo sbaraglio, Bambini bersaglio”. In questo secondo consesso verranno presentate testimonianze concrete di bizzarre e infondate perizie psichiatriche che hanno portato ad abusi e sottrazioni di minori alle famiglie d’origine. Ma saranno presentate anche le conclusioni positive di queste vicende e verranno illustrati gli strumenti legislativi per poter evitare questa intrusione pretestuosa e non scientifica nella vita delle persone, evitando violazioni ai diritti umani fondamentali che causano disagi e storie drammatiche.

La mostra “Psichiatria e Diritti Umani: Storia di Errori ed Orrori psichiatrici” approda a Roma dopo le tappe di Torino, Milano, Padova, Firenze, e proseguirà il suo viaggio di informazione in altre città. E’ una inziativa sociale del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus. Fondato in Italia nel 1979, è diventato una Onlus nel 2004. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) è un'organizzazione indipendente ed è collegato ideologicamente al CCHR (Citizen Commission on Human Rights), che ha sede a Los Angeles. Il CCHR International è stato fondato nel 1969 dalla Chiesa di Scientology e dal professor Thomas Szasz, professore emerito di psichiatria all'Università di Syracuse, Stato di New York e autore di fama internazionale. A quel tempo le vittime della psichiatria erano una minoranza dimenticata, segregate in condizioni terribili nei manicomi sparsi nel mondo. A quel tempo, il CCHR elaborò una Dichiarazione dei Diritti Umani sulla Salute Mentale che è diventata la linea guida per le riforme nel campo della salute mentale.

Bruxelles celebra il Rinascimento con Pieter Bruegel e il Festival di Carlo V


Se Firenze è conosciuta in tutto il mondo per essere la culla del Rinascimento, molti storiografi e critici d’arte concordano nel riservare al Belgio – e a Bruxelles in particolare – un ruolo decisamente rilevante nella storia del movimento a livello europeo. Il riferimento è alla scuola dei Primitivi Fiamminghi, una delle correnti più importanti nel panorama delle arti figurative del XV secolo, che viene spesso considerata parallela al Rinascimento italiano.

“Il volto storico e rinascimentale di Bruxelles è una scoperta inattesa – dichiara Ursula Jone Gandini, direttore Italia Ufficio del Turismo di Bruxelles – e testimonia un’epoca ricca e gloriosa che influenzò anche la produzione artistica della città, definendo uno stile del tutto particolare, che ebbe in Bruegel uno dei suoi esponenti più importanti”.
 
Dal 1515 al 1555, infatti, Bruxelles fu la residenza ufficiale di Carlo V, che si stabilì nel Palazzo del Coudenberg (i cui resti sono ancora visitabili), trasformando la città nell’epicentro politico-economico del Vecchio Continente. Nominato re di Spagna nel 1516 e, solo 3 anni più tardi, imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo V governava un regno nel quale “non tramontava mai il sole”, che si estendeva fino alle terre del Nuovo Mondo, scoperte pochi anni prima da Colombo.

IL FESTIVAL DI CARLO V A BRUXELLES

Per ripercorrere le tappe essenziali del rinascimento belga Bruxelles ospita fino a settembre il Festival di Carlo V. Tra esposizioni a tema, concerti, dibattiti, spettacoli teatrali, rievocazioni storiche e attività dedicate alle famiglie, il programma del Festival di Carlo V comprende anche una serie di percorsi tematici, sviluppati da Visit Brussels per permettere a tutti i visitatori della città di entrare in contatto con la sua anima storica.

Carlo V e l’Età dell’Oro di Bruxelles”, ad esempio, è un itinerario che parte dalla Piazza Reale nel quartiere di Sablon e prosegue alla volta della Grand Place, per ammirare chiese, palazzi, statue e fontane che ricordano le gesta di Carlo V. In alternativa, si può optare per “Bruxelles ai tempi di Erasmo”, tour focalizzato sugli usi e i costumi della popolazione raccontati dall’umanista rinascimentale, che ha soggiornato in città nel 1521. La visita guidata parte dalla piazza Petit Sablon e arriva fino al giardino della casa di Erasmo che conserva ancora oggi alcuni resti archeologici del castello di Anderlecht, abbinati poeticamente a diverse installazioni di artisti contemporanei.

IL 450° ANNIVERSARIO DI PIETER BRUEGEL IL VECCHIO  

Nel corso del Festival di Carlo V trovano ampio spazio anche gli eventi dedicati a Pieter Bruegel il Vecchio, il più grande pittore che la storia fiamminga abbia mai conosciuto: un’opportunità straordinaria per scoprire i capolavori dell’Artista che ha legato in maniera indissolubile la propria vita a Bruxelles, trascorrendo in città gli ultimi anni della sua breve esistenza, dal matrimonio con Mayeken Coecke (figlia del suo maestro Pieter Coecke) nel 1563, fino alla morte nel 1569.

In occasione del 450° anniversario dalla morte, che sarà celebrato il 5 settembre, Visit Brussels, in collaborazione con la collettiva Farm Prod, ha inaugurato una serie murales che compongono un vero e proprio “street art trail” a tema. Si parte con rue Haute, vicino a Porte de Halle, con un’opera dell’artista francese Lazoo, ispirata alla celebre “Danza Nuziale” del 1566, olio su tela attualmente conservato al Detroit Institute of Arts. Da metà giugno in poi, inoltre, vedranno la luce altri undici affreschi, dipinti da artisti che fanno parte della collettiva, che prendono spunto dai lavori svolti dal pittore fiammingo: un’opportunità per scoprire Bruegel sotto un’altra luce.

Murales a parte, Bruxelles è ricchissima di testimonianze dell’Artista: dalla tomba, custodita nella chiesa di Notre-Dame de la Chapelle, al Museo Reale delle Belle Arti, che custodisce la seconda collezione al mondo delle sue rare e preziosissime opere, tra cui la Caduta degli Angeli Ribelli del 1562, il Paesaggio Invernale con Pattinatori e Trappola per Uccelli del 1565, il Censimento di Betlemme del 1566 e l’Adorazione dei Magi, datato 1564. Bruegel fu uno dei primi artisti del periodo rinascimentale belga ad abbandonare le icone religiose e i soggetti storici per rappresentare la quotidianità, cogliendo perfettamente quella “joie de vivre” tipica di Bruxelles e dei suoi cittadini. Buona parte dei suoi lavori, infatti, rappresentano le attività quotidiane dei contadini, danze popolari, feste e attività all’aperto nei mesi invernali.

giovedì 9 maggio 2019

ERGO Assicurazione Viaggi: svelato il nuovo brand


L’iconico logo rosso di ERGO, già sinonimo di assicurazioni di qualità in più di 30 Paesi nel mondo, diventa protagonista anche in Italia: da martedì 7 maggio, infatti, la compagnia di assicurazioni viaggi ERV, nata nel 1907 e presente nel nostro Paese dal 2007, si  è allineata definitivamente all’immagine del proprio azionista di riferimento, assumendo la denominazione ERGO Assicurazione Viaggi, accompagnata dal nuovo marchio.

ERV Italia diventa ERGO Assicurazione Viaggi: svelato anche il nuovo sito

Contestualmente alla release del brand è stato pubblicato, con una nuova grafica, il sito www.ergoassicurazioneviaggi.it che trasmette immediatamente i valori della compagnia, orientata a supportare i suoi partner e i suoi assicurati, semplificando la gestione degli imprevisti che possono capitare nel corso di un viaggio. Attraverso l’utilizzo di icone e di immagini emozionali, unite ad un sapiente gioco di colori, la nuova immagine, ripresa anche dai canali social e sui materiali promozionali offline, invita gli utenti a lasciarsi ispirare dalle numerose proposte disponibili, potendo contare su un valido alleato, pronto a intervenire in caso di necessità. L’impostazione generale è stata studiata per offrire la massima chiarezza e completezza delle informazioni, associate ad una navigazione veloce ed intuitiva, in linea con le prescrizioni della Insurance Distribution Directive (IDD), la direttiva europea che dallo scorso mese di ottobre disciplina la distribuzione dei prodotti assicurativi.
  
“L’operazione di rebranding – dichiara Dario Giovara, direttore generale di ERGO Assicurazione Viaggi – nasce dalla volontà di potenziare l’immagine globale del marchio ERGO e dimostra l’interesse della compagnia verso il mercato italiano. Ci aspetta un periodo ricco di novità, a tutto vantaggio dei nostri partner e degli assicurati. A titolo di esempio cito l’implementazione del nuovo servizio di customer care, che ha già avuto un impatto positivo sul tasso di soddisfazione degli utenti”.

Daniela Panetta, direttore commerciale, aggiunge: “Accanto alle polizze viaggio consolidate, come Assistenza e Spese Mediche, Annullamento e Speciale Nozze, stiamo lanciando delle coperture specifiche per gli operatori turistici, come la garanzia contro il fallimento dei fornitori dei servizi che compongono i pacchetti di viaggio, inedita in Italia, e la nuova versione della polizza RC Professionale. Nel corso dell’anno abbiamo in programma anche la revisione di alcune polizze e il potenziamento di nuove aree commerciali”.  

Il brand ERGO Assicurazione Viaggi sarà veicolato da una campagna di comunicazione differenziata in funzione dei target e dei canali di riferimento, nella quale si sottolineerà anche la continuità con il passato. A parte il nome, infatti, tutti gli altri riferimenti della società rimangono invariati, comprese l’esperienza e l’affidabilità della compagnia che per prima al mondo ha inventato le polizze viaggi, scrivendone la storia fino ai giorni nostri.